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martedì 19 marzo 2013

Oggi vorrei parlarvi di Donald Winnicott, il quale possiamo dire essere il “padre fondatore” dei fenomeni transazionali.


Donald Woods Winnicott

Pediatra e psicoanalista (Plymouth 1896 - Londra 1971). Dapprima assistente al Paddington Green children’s hospital di Londra, rivolse ben presto in modo specifico i suoi interessi alla psicoanalisi; fu per due volte (1956-59; 1965-68) presidente della British psychoanalytical society.
Il rapporto oggettuale primario fra madre e bambino è per W. il nucleo centrale dal quale si articola lo sviluppo psichico dell’individuo: il ruolo del supporto e delle cure materne nello sviluppo emozionale del bambino viene espresso da W. nei termini di «ambiente primario facilitante», che costituisce la base della forza dell’Io.
All’inizio della vita extrauterina l’interazione tra il neonato e la madre è così stretta che il bambino solo successivamente riesce a discriminare tra sé e non sé, fra sé stesso e l’ambiente. Questo processo è collegato da W. all’emergenza (dai sei ai dodici mesi) di fenomeni transizionali, per es. l’esperienza connessa con la comparsa di oggetti (un pezzo di stoffa, un giocattolo o altro): questo processo è cruciale perché aiuta il bambino a sostenere la sua realtà interna emergente e a differenziarla dal mondo esterno nella costruzione del «vero sé».
Il fallimento di questa esperienza genera la «difesa del falso sé compiacente», l’analisi della cui genesi e struttura nella vita adulta e infantile è uno dei contributi più rilevanti di W. in campo psicopatologico. Tra le sue opere: Through paediatrics to psycho-analysis (1951; trad. it. 1975);The child and the outside world (1957; trad. it. 1973); The maturational processes and the facilitating environment (1965; trad. it. 1970); Playing and reality (post., 1971; trad. it. 1974); Therapeutic consultations in child psychiatry (post., 1971; trad. it. 1994).

 http://www.treccani.it/enciclopedia/donald-woods-winnicott_(Dizionario_di_Medicina)/

sabato 16 febbraio 2013


Il burattino è per il bambino uno strumento di rappresentazione simbolica, attraverso cui egli scopre la possibilità di “far finta di…”.

Il burattino ha anche il valore di un oggetto transizionale attraverso cui il bambino può esprimere i conflitti interiori.
Il burattino è vivo, può esprime attraverso di lui i suoi sentimenti. Non è raro vedere i bambini attaccarsi a quel preciso burattino, esprimendo sempre il desiderio di animarlo.

per maggiori informazioni

mercoledì 23 gennaio 2013

Cos'è?

È sempre un oggetto da abbracciare?

Il mio blog s'intitola "La coperta di Linus" , metafora usata per spiegare l'importanza della relazione tra un bambino e il SUO oggetto transizionale.
Questo, molto spesso, è qualcosa di morbido come una copertina o un pupazzo, però non è sempre così. Il ciuccio, per esempio, può diventare per molti bambini  l'oggetto transizionale.

In alcuni casi non si tratta di un oggetto fisico da portare con se'. Il bambino può utilizzare dei comportamenti come il succhiarsi il dito (o ciucciare il lenzuolino), dondolarsi oppure preferire una maglietta indossata dalla mamma, tutte azioni/mezzi che gli permettono di ricrearsi  la sua situazione familiare ogni volta che abbia bisogno di rilassarsi e sentirsi rassicurato.

E chi lo vieta che questo oggetto non sia un burattino? Ma di questo ne parleremo la prossima volta!

mercoledì 26 dicembre 2012

venerdì 30 novembre 2012


I bambini e l’oggetto transizionale 


È frequente nei bambini osservare l'attaccamento a un particolare oggetto, che di solito è qualcosa di caldo e morbido, come un orsetto o una copertina. 


Con questo blog vedremo più approfonditamente qual'è la loro funzione nello sviluppo psicosociale.